il Paese di Ponteccio

Nel cuore autentico della Garfagnana, Ponteccio è un piccolo borgo immerso nei boschi, dove il tempo scorre lento e la natura abbraccia ogni passo. Un luogo dove la tranquillità diventa risorsa, e ogni visita è un ritorno alla semplicità.

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Nel cuore dell’alta Garfagnana, a circa 1.000 metri sul livello del mare, scopri il suggestivo borgo di Ponteccio, incorniciato da secolari boschi di castagni e dalla quiete dell’Appennino tosco-emiliano. Qui il tempo sembra rallentare, tra le pietre antiche dei portici, il campanile in legno della chiesa settecentesca e l’aria pura che invita ad esplorare, a rilassarsi e a tornare alle radici.
L’associazione Ponticolus si impegna con passione per valorizzare la storia, la cultura e il paesaggio di questo luogo unico, per farlo conoscere e vivere.

Storia, tradizione, bellezza

Ponteccio nasce da un’antica testimonianza del 793 come “Ponticlum” e deve il suo nome a un piccolo ponte che un tempo attraversava il Canal Grosso, collegando l’abitato al territorio circostante. Le case rurali in pietra, le famiglie che per secoli hanno allevato greggi, coltivato castagne e tessuto tela, raccontano radici profonde e un legame forte con questa terra selvaggia e generosa.
Con Ponticolus vogliamo far emergere queste memorie, promuovere eventi, percorsi e iniziative che rendano vivo il borgo e aprano le porte a chi desidera conoscenza, scoperta e autenticità.

Vivere l’esperienza Ponteccio

Vieni a Ponteccio per un soggiorno diverso: passeggiate nei boschi, escursioni verso Monte Tondo, momenti di silenzio e contemplazione, ma anche incontri, racconti e comunità.

L’associazione Ponticolus è il tuo riferimento: scopri le attività in programma, le iniziative partecipative, e le opportunità di ospitalità diffusa, affacciandoti su una parte della Garfagnana poco conosciuta ma ricca di fascino. Un mondo da vivere lentamente, con rispetto per il paesaggio, la cultura e le persone che fanno di Ponteccio un luogo da custodire.

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Note Storiche

Ponteccio si trova nominato in un documento del 18 gennaio 793 ed è ricordato tra i beni appartenenti alla ecclesia Domini et Salvatoris di Lucca nell’anno 816: in vico Ponticio territurio Carfaniense. Il toponimo fa riferimento all’antico ponte sul Canal Grosso, posto lungo il percorso che la collegava a Magliano, sede della parrocchia.

L’abitato un tempo era situato più in basso, tra il Canal Grosso e il torrente Piantanesa, in località detta “la Terra” (Castelletto), dov’era stata edificata anche la chiesetta di santa Felicita. Il luogo sarebbe stato gradualmente abbandonato a causa dell’erosione provocata dal torrente Piantanesa.

I villaggi della zona pare abbiano un’origine longobarda (germanica). Qualche traccia di questa origine resta in alcuni toponimi e forse in alcuni lemmi e fonemi del vernacolo locale. Ricordiamo tra i tanti la bradia, termine germanico dal significato di “poderetto chiuso” (da assimilare a braida, brera e bra), o groppo, dal germanico kruppa, “cima tondeggiante” (vedi monte Grappa).

I primi abitanti furono per lo più pastori, alla ricerca di nuovi pascoli per le loro greggi, o briganti, rifugiatisi nelle selve e nell’asperità del luogo, o profughi della pianura, che su quei monti trovarono il conforto della sicurezza, lontano dagli eserciti in armi e dalle ricorrenti pestilenze. Nella sua Descrizione geografica, storica ed economica della Garfagnana (1879), Raffaello Raffaelli scrive che i prodotti principali di questo paese erano il grano, il formaggio, la lana, le castagne, le fave, il bestiame compresi i cavalli, “dei quali si tengono piccole mandrie che d’inverno vanno a svernare in Maremma”.

Sembra che destinazione tipica dei pastori della zona fosse il territorio di Baratti.

Nel XVI secolo le più consistenti famiglie residenti a Ponteccio erano Banchieri, Boni, Bussi, Ciuffardi, Costa, Franchi, Lombardelli, Nobili, Pontecci. Col tempo a queste andarono ad aggiungersi anche le famiglie Bosi, Poli e Tonelli.

Dipendente dalla parrocchia di Sant’Andrea Apostolo di Magliano, nel 1763 Ponteccio fu dotato di un proprio oratorio, sotto il titolo di Sant’Antonio abate, addossato a Palazzo Boni e alla cui costruzione parteciparono le famiglie Boni, Nobili e Poli. L’oratorio fu elevato a parrocchia nel 1916. In precedenza in paese esisteva un altro oratorio, denominato della Visitazione, risalente agli inizi del XVII secolo, il cui giuspatronato spettava alla famiglia Banchieri, ma che col tempo era andato abbandonato sia per incuria, sia per la gelosia della famiglia Banchieri, che non gradiva l’uso dell’oratorio da parte di estranei.

La Fontana adiacente alla Chiesa venne realizzata da Domenico Banchieri (1868-1956) con l’aiuto del figlio Andrea. È stata inaugurata nel 1928  da Maria Carletti (naturalista, figlia di Giovanna Costa). La testa, raffigurante il Generale Armando Diaz, è stata apposta successivamente.

A qualche centinaio di metri da Ponteccio, si trova il paese di Gragna, dove nel XVI secolo venne eretto l’oratorio della Santa Maria Vergine del Rosario, detto anche di Sommocampo o delle Grazie. Si racconta che per la nuova costruzione furono utilizzate le pietre intagliate della vicina rocca del monte Turrione, già appartenuta ai signori di Dalli, in stato di abbandono.

La Garfagnana si assaggia anche qui: prodotti genuini, ricette locali e una cultura del cibo radicata nel territorio. Ponteccio offre il gusto semplice e vero della montagna.

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a Ponteccio ogni stagione porta con sé nuove occasioni per incontrarsi, scoprire e vivere il territorio. Vieni a scoprire gli appuntamenti in programma.

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